Sposarsi nella Repubblica Democratica del Congo Usi e costumi dei matrimoni nel mondo

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Questo è il primo di quella che spero possa, col tempo, diventare una serie di articoli in cui vi racconterò delle diverse tradizioni matrimoniali in giro per il mondo. Ma l’idea di fare una semplice, banale e fredda ricerca sul web non mi piaceva affatto! Al contrario, ho voluto cercare testimonianze di chi, quelle tradizioni, le ha vissute e le vive direttamente per poter cogliere anche gli aspetti più personali, più emozionali, più coinvolgenti e, perché no, più divertenti. Prima tappa di questo viaggio è Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) grazie alla nostra gentilissima “guida” Laetitia, 31 anni, di religione Cattolica (queste informazioni sono necessarie a collocare le tradizioni di cui state per leggere. Tradizioni che potrebbero cambiare, anche di molto, spostandosi di poco sia nello spazio che nel tempo che, semplicemente, nel vissuto di ogni famiglia).

Ci si sposa per scelta propria o per imposizione dei genitori? Nella Repubblica Democratica del Congo odierna, sono ormai rari i casi di matrimoni combinati (ma in questi casi i ragazzi sono obbligati ad accettare il volere dei genitori), generalmente ci si sposa per scelta.
Come avviene il fidanzamento? Va premesso che, in questo Paese, il matrimonio non è considerato come l’unione di due sole persone, bensì viene sancita l’unione delle due famiglie per intero, che saranno presenti in ogni fase della “contrattazione”. Quando due ragazzi decidono di sposarsi, il futuro sposo deve comunicarlo al proprio padre che, se d’accordo, scrive una lettera al padre della ragazza per chiederla in sposa per il figlio. La richiesta deve essere corredata da un’offerta pecuniaria. Il padre della futura sposa risponde per iscritto alla richiesta. Se la risposta è positiva si organizza l’incontro tra le due famiglie. Durante questo incontro lo sposo porge una seconda offerta alla famiglia della sposa, se viene accettata il fidanzamento è ufficiale.
Esistono altre tradizioni che riguardano questo incontro tra le famiglie? Una tradizione giocosa vuole che, al momento dell’incontro tra le famiglie, per scherzo si presenti al ragazzo una sposa diversa oppure gli si chieda di sposare qualcun’altra (per esempio una sorella della sua promessa).
Cosa avviene dopo l’ufficializzazione del fidanzamento? Ufficializzato il fidanzamento le due famiglie, per intero, contrattano una dote che dovrà essere consegnata prima delle nozze (di solito di venerdì). Tradizionalmente la dote consiste in:
  • Una capra (cosiddetta “del padre”, o un altro animale a seconda delle diverse culture presenti nel Paese)
  • 20 kg di sale
  • 25 litri di olio di palma
  • 25 litri di olio d’oliva
  • Birra in grande quantità
  • Vestiti, destinati ai genitori della sposa, in un numero variabile a seconda del numero dei parenti della sposa
  • Un’offerta pecuniaria, che può anche essere una cifra stabilita dalla famiglia della sposa. Per tradizione, la dote è totalmente a carico della parte materna della famiglia dello sposo (al padre spetta solamente dare il consenso per le nozze) mentre l’offerta è dovuta direttamente dallo sposo.

Come avviene la consegna della dote? La consegna della dote di solito avviene di venerdì: la dote viene consegnata e controllata, se è completa si potrà stabilire il giorno in cui verranno celebrate le nozze. Il giorno successivo, quindi, ci sarà una festa con entrambe le famiglie a casa della sposa. La tradizione vuole che, in questo giorno, la famiglia della sposa stenda dei tessuti sul pavimento su cui vengono raccolte delle offerte da parte della famiglia dello sposo, utili ad ottenere l’onore di entrare nella casa. Mentre un’usanza giocosa vuole che, all’arrivo dello sposo, si finga che la sposa non ci sia (“è andata dalla nonna a chiedere consigli…”) e che abbia bisogno di soldi per tornare. Quando lo sposo porge l’offerta allora la sposa può uscire. Per questa occasione, la famiglia della futura sposa è tenuta a cucinare per l’incontro, preparando menù e tavoli separati per le due famiglie. I pasti devono essere abbondanti e non può mancare una pietanza particolare, la gallina (o altra pietanza a seconda delle culture). Alla fine del pasto la famiglia dello sposo ha l’obbligo di portare via le stoviglie con gli avanzi e di riconsegnarle in un secondo momento vuote, pulite e accompagnate da un biglietto di ringraziamento.
Come si svolge il giorno delle nozze? Cerimonia e ricevimento si svolgono allo stesso modo delle più classiche usanze italiane: cerimonia in chiesa (in questo caso, parliamo di matrimonio religioso cattolico), sposa nel classico abito bianco e ricevimento al ristorante o catering. Unica particolarità: cerimonia religiosa e atti civili vengono svolti in momenti diversi.
Esistono usanze particolari per il “dopo”? Al primo ingresso nella nuova casa degli sposi (dopo la luna di miele) saranno ancora presenti entrambe le famiglie e lo sposo, avendo appurato se la ragazza fosse effettivamente vergine, dovrà regalare una capra (cosiddetta “della madre”) alla famiglia della sposa. Se non lo facesse tutti penserebbero che la ragazza non sia arrivata “pura” al matrimonio.
L’acquisto della nuova casa è a carico degli sposi? L’acquisto della casa sì, mentre tutto il necessario, dai mobili alle necessità (indumenti, cibo, attrezzature, ecc.), sono a carico della famiglia della sposa. In questo modo si evidenzia il fatto che la ragazza è stata “consegnata” con tutto il necessario e si raccomanda lo sposo di non farle mancare niente nel corso della loro vita insieme.
Cosa si usa regalare agli sposi? Di solito i regali per gli sposi sono necessità per la casa e la nuova famiglia.

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