La scaletta I momenti salienti della Vostra cerimonia

Vi avviso, però, non troverete né un testo pronto né una scaletta fatta e finita. L’ordine dei momenti è, infatti, variabile e dipendente da molti fattori. Quello che vi serve non è una scaletta generica, ma trovare quella perfetta per la Vostra cerimonia.
Prima che tutto cominci…
Non è un momento obbligatorio ed in gran parte delle cerimonie non viene inserito.
Potremmo chiamarlo il “pre-cerimonia”. E’ quel momento che anticipa la cerimonia, in cui si invitano gli ospiti ad accomodarsi e utile per dare indicazioni pratiche. Ad esempio, è il momento in cui chiedere di silenziare i cellulari o di evitare di fare foto, si possono anche dare indicazioni pratiche sui posti da occupare o sui comportamenti da tenere durante gli ingressi degli sposi (se attenderli in piedi o seduti, piuttosto che se far alzare solo i testimoni). Non è ancora un momento integrante della cerimonia ma, soprattutto quando ci sono indicazioni particolari da dare, è bene prevederlo.
La celebrante ha il dovere di trovare le parole più adeguate al tipo di platea. Questo è l’unico momento in cui ci si può permettere di andare a braccio, qualsiasi altro momento deve essere invece scritto e letto.
Il corteo nuziale

Il corteo nuziale è uno dei momenti più iconici, in cui gli sposi fanno i loro ingressi trionfanti accompagnati da una musica suggestiva.
La tradizione vuole che prima entri lo sposo accompagnato dalla madre e si posizioni sul lato destro, e che poi invece tocchi alla sposa accompagnata dal padre che la “consegnerà” nelle mani del futuro marito.
A seconda del ruolo e del tipo di corteo, damigelle e paggetti possono precedere la sposa.
Se avete letto qualche altro mio articolo, saprete che le tradizioni non sono un qualcosa da seguire come un dettame, ma possono essere cambiate e stravolte (ho visto spose e sposi entrare con nonni, fratelli, sorelle, figli, tutti emozionatissimi, altre entrate da sole, camminando o ballando) perché nessuna regola è più forte del vostro affetto e del vostro sentire.
Lo sposo può anche non fare alcun ingresso ed aspettare direttamente al tavolo celebrativo.
La musica può essere la stessa per entrambi o diversa, il mio consiglio è scegliere brani che siano rappresentativi delle vostre diverse personalità.
Se vorrete far partecipare anche i testimoni al corteo nuziale dovranno essere le prime persone ad entrare, in modo da poter dare anche loro il benvenuto agli sposi insieme agli altri ospiti.
Altri ingressi
Oltre agli ingressi delle persone che fanno parte del corteo ci sono anche altri partecipanti che possono fare il loro ingresso come, ad esempio, paggetti o damigelle porta fedi, oppure altri portatori di materiali utili allo svolgimento dei riti simbolici scelti. Possono sia far parte del corteo iniziale che essere chiamati durante la cerimonia nel momento più adatto.
Questi elementi possono essere già presenti sul tavolo celebrativo dall'inizio della cerimonia, la scelta di creare un momento dedicato al loro ingresso può dipendere dalla volontà di includere attivamente i portatori, oppure dall’esigenza di introdurre un particolare rito con un movimento.
Damigelle, paggetti ed altri portatori chiamati per l’ingresso di un oggetto durante la cerimonia (quindi non nel corteo iniziale) saranno seduti tra gli ospiti e raggiungeranno il fondo della passerella appena prima di essere chiamati.
Le musiche per questi ingressi devono essere brevi e possono contenere voci.
Il benvenuto

È il momento in cui la cerimonia ha effettivamente inizio.
La celebrante dà il benvenuto agli ospiti a nome degli sposi (io evito di presentarmi, in modo da mantenere il focus su di voi e sulla cerimonia).
Non è solo un saluto: è il ponte tra il quotidiano e l’eccezionale, il momento in cui si crea l’atmosfera e si invita tutti a entrare, con mente e cuore, nella cerimonia.
Serve a raccogliere l’attenzione degli sposi, a metterli a proprio agio con il momento e a connetterli con esso e con la voce narrante.
L’introduzione
Subito dopo il benvenuto la celebrante fa un’introduzione alla cerimonia che sta per iniziare, spiegando a cosa gli ospiti assisteranno. Questo momento ha lo scopo di creare lo spirito giusto per assistere alla cerimonia e di portare verso un mood più solenne rispetto a quello festaiolo e scanzonato dell’ingresso. Attenzione, “solenne” non vuol dire, per forza di cose, formale e serio: ci può essere spazio per risate e leggerezza, soprattutto se nella personalità degli sposi. La cosa fondamentale è non perdere mai il focus sulla celebrazione, un momento unico, importante e imponente nella vita degli sposi.
Nel caso di concelebrazione tra sindaco e celebrante, questa introduzione deve essere fatta dalla celebrante, che ha il compito di creare il mood giusto e di mantenere coesi tra loro i diversi momenti.
La vostra storia e la vostra essenza

Questo è il punto che molti celebranti chiamano "love story", ma è una descrizione (o forse un modo di intendere la cerimonia) che io trovo riduttivo.
Non è solo un racconto cronologico (primo appuntamento, primo bacio, proposta...), questo è il momento in cui ci si concentra su di voi, sulla vostre personalità, sulle vostre differenze e sul vostro modo di approcciarvi ad esse, è il momento in cui la cerimonia diventa per davvero la Vostra cerimonia.
E’ il momento più importante e fondamentale in una cerimonia personale.
Se ben scritta, gli ospiti vi riconosceranno in ogni parola, in ogni dettaglio, creando emozioni che risulteranno indissolubilmente legate al vostro grande giorno.
Mi rendo conto che possa sembrare più logico rivolgersi a qualcuno che vi conosce bene, per scrivere una cerimonia che vi rappresenti (come individui e come coppia) ma, la verità, è che un’osservatrice esterna riesce a cogliere al meglio quell’unicità che vi contraddistingue, quel modo di essere e di vivere che voi e le persone che vi circondano percepite come normalità.
Ho osservato centinaia di coppie nel corso della mia carriera di celebrante eppure, ogni volta che ne sento una raccontare la sua storia, vedo meccanismi diversi, diversi modi di relazionarsi e diversi compromessi; ogni coppia ha la sua unicità, riuscire a coglierla ed esprimerla durante quella che sarà la Vostra cerimonia è il compito più importante del mio mestiere.
Il rito civile

Il rito civile prevede il riconoscimento dei nubendi e dei testimoni, la lettura degli articoli del codice civile e dell’atto di matrimonio, la dichiarazione di consenso e di effettiva unione e le firme. Può essere inserito in diversi punti, ma quando si ha a che fare con una concelebrazione (quindi in mancanza di delega) con un comune poco collaborativo e propenso alla personalizzazione della cerimonia (come ahimè, spesso capita) è bene posizionarlo immediatamente dopo il benvenuto.
Alternative al rito civile
Se la vostra sarà una cerimonia simbolica esistono dei momenti alternativi al rito civile che possono essere proposti. La cosa più importante è evitare qualsiasi forma di replica del rito civile o di finzione, come spiego esaustivamente in questo articolo. La finzione può diventare un boomerang per la vostra cerimonia ed è sempre bene evitarla. Potete anche non menzionare che la vostra sarà una cerimonia simbolica, ma è fondamentale non fingere apertamente che sarà un rito civile autentico.
Lettura degli articoli
Gli articoli che avete sottoscritto (o che sottoscriverete) sono una descrizione puntuale di quelli che dovrebbero essere i fondamenti di una qualsiasi relazione sana, leggerli anche durante la vostra cerimonia simbolica è consentito e può essere una buona pratica. Se preferite non leggerli la vostra cerimonia comunque non ne risentirà.
Le firme
Le firme rappresentano un impegno e spesso nelle cerimonie simboliche c’è il desiderio di riproporle. A differenza del rito civile non esiste un limite al numero di testimoni, potrete anche farne firmare 3 per parte, se lo desiderate. Naturalmente non verrà firmato l’atto di matrimonio, ma è possibile creare un attestato o una pergamena anche graficamente più carino dell’atto burocratico. Lettura degli articoli e firme possono anche essere separati tra loro da altri momenti. Unica regola: le firme vanno apposte successivamente alla lettura degli articoli.
Le promesse

Le promesse (o voti nuziali) saranno il momento più emozionante e ricco di pathos dell’intera giornata, vi state promettendo impegno e lealtà oltre che (si spera) amore eterno.
Molte celebranti e wedding planner si offrono (a volte anche con una certa insistenza) di scrivere le promesse al posto degli sposi; io non sono di questo avviso e, anzi, la trovo una bad practice.
Le promesse di matrimonio devono esprimere ciò che voi sentite di promettere alla persona che sta di fronte a voi, devono essere vostre, usare le vostre emozioni, le vostre sensazioni e soprattutto il vostro linguaggio. Può capitare di avere il blocco dello scrittore (ne so qualcosa dato che il mio lavoro consiste nella scrittura) ma basta scrivere quello che vi viene e io sono sempre disponibile ad aiutarvi a trovare la forma e le parole giuste.
Ricordatevi: non esistono promesse giuste o sbagliate, oppure troppo lunghe o troppo corte. Devono essere semplicemente Vostre.
Le promesse più belle che ho letto ed ascoltato nel corso delle mie cerimonie sono spesso anticonvenzionali ed ironiche, raramente diventano stucchevoli quindi non abbiate paura ad esprimere voi stessi, io sarò comunque al vostro fianco per guidarvi.
Dal punto di vista pratico, anche le promesse possono essere inserite in diversi punti e, spesso, fuse ad uno dei riti simbolici scelti. Può esserci un sottofondo musicale, ma è fondamentale che sia senza voce
Lo scambio delle fedi
Il rito simbolico più conosciuto e praticato al mondo, il suo significato è così forte da non essere (spesso) nemmeno identificato come rito simbolico quale invece è.
Non è obbligatorio nel rito civile, né tantomeno in una cerimonia simbolica.
L’ingresso delle fedi può essere un momento diverso rispetto allo scambio.
Può essere fuso insieme alle promesse o ad altri riti.
Riti simbolici

Oltre allo scambio delle fedi, esistono tantissimi riti simbolici che possono dare un significato profondo alla vostra cerimonia. Non sono semplici “momenti scenografici”, ma veri e propri gesti carichi di senso, capaci di parlare al cuore, vostro e degli ospiti.
C’è il rito della sabbia, che rappresenta l’unione di due identità che restano riconoscibili pur mescolandosi indissolubilmente. Il rito delle candele, che accende una luce nuova nata dall’unione di due fiamme. L’handfasting, che lega simbolicamente le mani e con esse le anime.
Parliamo dei più usati in questo articolo, ma questi sono solo esempi: ogni gesto può diventare un rito se racchiude per voi un significato.
I riti possono essere reinventati, fusi tra loro, estesi alla famiglia, possono accompagnare le promesse, oppure rappresentare una svolta nella cerimonia.
L'importante è che siano vostri. Perché quando un gesto vi somiglia, parla di voi meglio di mille parole.
Scrivere il testo che lo accompagna, pensare al ritmo, scegliere i materiali, trovare il momento giusto: è un lavoro di cura. È ciò che rende questi rituali non solo belli, ma autentici e potenti.
Interventi
Si intendono interventi di terze persone, che possono essere testimoni, amici o parenti. E’ bene essere a conoscenza del loro contenuto per individuare il miglior posizionamento in scaletta, che deve essere in grado di esaltare l’emozione del momento ed il contenuto del messaggio agli sposi. Se sono numerosi è consigliabile separarli in diversi momenti evitando comunque un’eccessiva dispersione.
I saluti finali

La cerimonia finisce ma la festa sta cominciando. La celebrante ringrazia gli ospiti per la loro partecipazione salutandoli insieme agli sposi e dà il via ai festeggiamenti. I saluti finali devono essere fatti in modo da entrare nel mood più festaiolo che caratterizzerà il resto della giornata. Se ci sono delle indicazioni da dare per l’uscita degli sposi, questo è il momento di darle.
L’uscita degli sposi
Gli sposi escono dalla cerimonia percorrendo la passerella in un clima di festa, può essere previsto il lancio del riso, petali, coriandoli o quant'altro.
Potrete anche fare una coreografia danzante se lo vorrete!
La musica deve essere allegra ed accompagnare verso il clima festaiolo del ricevimento, quindi anche il significato può essere meno legato al mondo della cerimonia.
Rimane solo una cosa da dire:
VIVA GLI SPOSI!!!
La vostra scaletta

La scaletta per la Vostra cerimonia non sarà questa.
Probabilmente includerà solo alcuni dei momenti descritti… e magari ne conterrà altri, ancora più vostri, che qui nemmeno ho nominato.
Non sarà un punto di partenza, ma una tappa intermedia nel percorso che costruiremo insieme.
Il vero inizio sarà ascoltarvi, sentire la vostra storia, percepire le emozioni che vi legano, accogliere le vostre idee.
Io non vedo l’ora di conoscervi.
E voi?
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